Le vincite al gioco, vengono regolarmente tassate dallo stato italiano, sia nel caso di casinò online che di casinò fisici. Oggi cercheremo di capire quanto sono tassate le vincite al gioco d’azzardo.
Risponderemo alla domanda se la vincita al casinò italiano vada dichiarata come reddito o no. E non meno importante, se e quanto il nuovo Decreto Dignità influisce su questa tassa sulla fortuna ed il gioco d’azzardo in generale.
La mia vincita al gioco tassata: come sono cambiate le cose?
Fino a qualche anno fa, la fortuna non veniva tassata. Una vincita ottenuta giocando a Gratta e Vinci, Enalotto, Win for life e altri giochi simili non veniva sottoposta alla tassazione.
La tassa negli ultimi anni è diversa, cambiando importo e modalità d’applicazione.
A partire dal 2012 il quadro è cambiato e alle vincite di lotterie nazionali a estrazione istantanea viene applicata una tassa pari al 6%. Da questo momento in poi, le tasse riguardano tutte le vincite superiori ai 500 Euro.
Nel 2017, le cose cambiano ancora e la tassazione aumenta, con l’importo diverso tra casinò online, Lotto e Gratta e vinci. Il PREU, Prelievo Erariale Unico, varia dal 6 al 19% (quest’ultimo applicato alle slot).
Quindi la risposta alla domanda da cui questo blog è partito è: sì, le vincite al gioco d’azzardo sono tassate.
Decreto Dignità: ultimi aggiornamenti
L'ultimo aggiornamento della legge italiana che riguarda il gioco d’azzardo a luglio 2018, apportato dal Decreto Dignità, ha fatto salire un’altra volta le tasse sui giochi online e per quelli praticati nei locali terrestri. L’intento di questa mossa era di compensare in parte le somme che altrimenti andrebbero nella casse dello Stato, provenienti dalle pubblicità per i giochi d’azzardo e vietate dallo stesso Decreto.
Per compensare la mancanza erariale, il PREU viene ulteriormente alzato con il Decreto Dignità del 2018.
A partire dal primo settembre 2018, le tasse sono salite dal 6% al 6,25% per le VLT e dal 19% al 19,25% per le slot. Questo aumento non è finale, ma è stato soltanto il primo passo verso un incremento gradualmente fino al 2023.
Ecco il calendario dell’aumento PREU per i giochi d’azzardo secondo il Decreto Dignità 2018:
- 1° settembre 2018: 6,25% Vlt e 19,25% slot
- 1° maggio 2019: 6,65% Vlt e 19,6% slot
- 1° gennaio 2020: 6,68% Vlt e 19,68% slot
- 1° gennaio 2021: 6,75% Vlt e 19,75% slot
- 1° gennaio 2023: 6,6% Vlt e 19,6% slot
Per quanto riguarda il gioco online, è da notare che tutti i giochi da casinò hanno un’imposta unica.
Tasse e casinò online: cosa c’è di positivo?
Per un giocatore italiano, il fatto che i giochi d’azzardo vengono tassati alla fine dei conti non interessa più di tanto in modo diretto. Questo perché a dover tirare i soldi fuori è sempre la fonte, ovvero l’operatore stesso.
Poco da preoccuparsi per un giocatore fortunato: le tasse vengono versate dall’operatore.
Ed è qua che troviamo anche la risposta riguardo il reddito: non vi è nessun obbligo di dichiarare l’importo vinto presso un casinò online autorizzato da AAMS/ADM o altro locale terrestre approvato dallo stato.
Non è un segreto che i giocatori di provenienza italiana ogni tanto tentano di giocare presso i casinò online che non hanno la licenza rilasciata da ADM. Oltre a rinunciare ad uno spazio sicuro e controllato, le vincite ottenute su queste piattaforme sono soggette a tassazione, oltre all'obbligo da parte del giocatore di dichiarare la vincita tra i redditi.
A fin dei conti, giocare presso i casinò ADM risulta più conveniente.
In più, nel caso di vincite presso casinò non autorizzati dall'ADM, i giocatori vengono spesso contattati dall’Agenzia delle Entrate con l’invito di portare le prove della provenienza delle somme vinte. Queste sono soltanto alcune delle numerose ragioni per scegliere i casinò online approvati da ADM su quali giocare alle slot online preferite e autorizzate ed evitare di pagare le tasse sulle vincite ottenute, come anche di avere a che fare con le case da gioco poco affidabili.